Sunday, March 12, 2006

Cooperative learning & blog

Riporto un link interessante per quel che riguarda la possibilità di creare motivazione all'apprendimento tramite il cooperative learning e l'aiuto delle nuove tecnologie, per esempio proprio nella forma di un blog: http://www.scuolaer.it/page.asp?IDCategoria=116&IDSezione=0&ID=46020
Fare didattica con questi strumenti richiede molto lavoro preparatorio: non è che ci si può inventare le cose dall'oggi al domani, anche per quel che riguarda la valutazione.. Uno scoglio è l'applicazione all'elettrotecnica, secondo me meno adatta di altre discipline. Comunque sono tecniche da sperimentare per esempio negli approfondimenti anche in elettrotecnica.

Saturday, March 11, 2006

Classi variabili

Oggi ho fatto una supplenza in una classe non mia, una seconda, ma sempre ad indirizzo elettrico. Ho parlato di un argomento (il metodo delle potenze in corrente alternata) che sto insegnando parallelamente nella mia seconda. Ho scoperto che il collega la stava insegnando in modo diverso da me (a mio parere anche in modo non corretto al 100%, ma questo è un altro discorso...) e la cosa si è rivelata una sorpresa utile sia a me che agli alunni, che, potendo osservare aspetti dell'argomento che prima non avevano potuto notare, hanno forse capito di più. Sì, c'era il pericolo della confusione, ma direi che alla fine invece erano anche più consapevoli dell'argomento. Mi ha fatto pensare a quanto potrebbe essere utile una rotazione degli insegnanti nelle classi, anche se mi rendo conto pure di tutti gli svantaggi organizzativi (insormontabili?). Lo stesso secondo me dovrebbe poter essere organizzato, almeno in parte, per gli alunni di indirizzi simili: le classi fisse (magari per cinque anni!) inducono a rapporti interpersonali e a modi di fare (magari deleteri) che si cristallizzano nel tempo e che nessun provvedimento è poi in grado di mutare. Le classi variabili potrebbero portare una salutare boccata d'aria a scuola.

Un argomento poco gradito anche a me

Classe II: Stamattina lezione sui diagrammi fasoriali... gli alunni non mi sembravano del tutto disinteressati, ma non so per quanto reggerà ancora la spiegazione che ho dato della necessità di questa parte del programma: "vi serve per capire il trifase in terza"... mah, fosse solo per me questa parte gliela salterei pure, secondo me non gli serve... E se sono io il primo a non vederne la necessità, non so a loro, a maggior ragione, quanto continuerà a interessare. Al pomeriggio abbiamo fatto la verifica di recupero per quelli che erano andati male... eravamo in pochi, atmosfera rilassata e costruttiva, così come dovrebbe sempre essere la scuola. Se la scuola italiana non cercasse di annegare studenti e insegnanti in classi enormi e ingestibili molta della tensione quotidiana se ne svanirebbe da sola.

Tuesday, March 07, 2006

Gli effetti di una classe numerosa

Classe I: Stesse cose di ieri (correzione della verifica) ma con la metà classe che ieri era andata in laboratorio. Cambiando i fattori il prodotto non cambia? Eccome se cambia se parliamo di esseri umani! Infatti oggi la lezione è andata molto meglio, si è svolta in un altro clima e alla fine è risultata molto più proficua. Diversamente da ieri ho svolto io gli esercizi alla lavagna: il che ha creato meno confusione, visto che spesso gli alunni non sono disposti a stare ad ascoltare un loro pari, in quanto pensano che per forza debba sbagliare. Comunque sto ancora cercando di capire come si possano insegnare certi principi dell'elettrotecnica diversamente che con lezioni frontali (e le classiche esperienze di laboratorio). La vedo difficile anche con le webquest, a meno che qualcuno non abbia qualche suggerimento...

Monday, March 06, 2006

Motivare anche all'insegnamento?

Classe I: Metà classe è andata col compresente in laboratorio di misure e metà è rimasta con me per la correzione della verifica svolta sabato (sovrapposizione degli effetti e calcolo di tensioni su un circuito in corrente continua). Ora, due ore di lezione (con tanto di ricreazione) saranno anche tante, ma l'attenzione era ai minimi termini: praticamente solo quelli che volontariamente uscivano alla lavagna erano concentrati, per poi tornare a distrarsi una volta tornati al banco (chi perché pensava di aver già capito tutto, e chi perché pensava che tanto era troppo difficile per la sua testolina). La situazione desolante sta demotivando anche me, cosa grave: così per reazione ho buttato lì qualche battuta sui loro scarsi risultati nei confronti dell'altra prima. Mi rendo conto che metterla sulla sfida non è il modo migliore di motivare qualcuno, ma dopo la visione di certi panorami di classe sono convinto che la scuola dovrebbe provvedere di tanto in tanto a far frequentare anche agli insegnanti un corso di motivazione. Che fare? Saltare la correzione, passare ad argomenti nuovi quando tanto non sono stati capiti neanche quelli presenti, sperando che un giorno si sveglino motivati da soli?

Sunday, March 05, 2006

A cosa serve questo blog


Innanzi tutto salve a tutti quelli che visiteranno questo blog! :-)
In esso cercherò di annotare quotidianamente alcuni comportamenti che osserverò nel corso delle mie lezioni di tecnica professionale a classi di prima e seconda superiore dell'istituto professionale "G.Garbin" di Schio (VI). Attraverso l'iterazione con altri insegnanti o studenti o anche persone esterne, spero che questo blog possa diventare un laboratorio efficace nel campo dello stimolo alla motivazione di studenti particolarmente giovani alle prese con una materia (l'elettrotecnica) fonte obiettivamente di non poche difficoltà di diverso tipo. Quindi spero che attraverso i commenti ad ogni post nascano delle proficue discussioni che indichino degli interventi realistici di tipo motivazionale: perché la scuola vera si trova a dover confrontarsi con numerose limitazioni di tipo pratico che le più belle teorie motivazionali spesso non considerano. Bene, rimando allora al primo post vero e proprio... ciao!